NO DAL MOLIN
Nuovideali aderisce alla campagna "NO DAL MOLIN"
Riteniamo la nuova base inutile per Vicenza e, nell'ottica della "guerra globale al terrorismo", portatrice di morte per i nostri fratelli afghani, iracheni ed iraniani.



Sezione dedicata all'11 Settembre 2001





Conversazioni d'aprile

di Doriana Goracci



Ieri stavo facendo una sosta al bar del mio paese, Capranica, (dopo una maratona di raccolta firme per una petizione cittadina) e una giovane signora, parlando di potenti e potere, anche chiesa ovviamente, ricordi di parroci e co. esordisce così: "il papa morto ha fatto la guerra come prigioniero, il papa vivo come soldato". Un 'altra le risponde, "si ma quello morto era amico di questo vivo e ce l'ha mandato lui a farci da papa"...

Al ritorno, mi fermo ad ascoltare le "memorie" di un gruppo di donne anziane, quelle del paese, quelle che se ne stanno sedute sulle seggiole...
E mi raccontano che alcuni anni fà andarono al comune a protestare "vivamente" perchè il mitico Ovidio, ambulante che vende ancora frutta e verdura sua e di altri-fuoriporta-, era stato multato e non lo facevano entrare più a vendere al paese vecchio. Rivendicavano la loro forza passata, anche se oggi, stiamo tutte messe così, accompagnate o sole: a fare spesa al supermercato, con la frutta e verdura bella sigillata, come la nostra energia...

E noi, emancipate navigatrici e le arcaiche spettatrici, prendiamo parte con o contro i venditori cinesi o africani, nell'oblio di ciò che siamo, quì e ora.
Domani? Ehhh, é un altro giorno. E da noi si vota a maggio, il mese di Maria, una che se ne intendeva di violenza e di guerra.
Insieme alle sue donne amiche, aspettò la resurrezione.
Dicono che sia stata esaudita.


Pare però che il sistema della preghiera e dell'accettazione, non dia più frutti, tantomeno miracolosi. A quando l'insubordinazione? La gioia e la forza della ribellione? 'Che magari neanche quella ottiene un bel niente, ma così, tanto per dire che non dormiamo, non solo ad aprile...


Doriana Goracci



CODEPINK

CODEPINK

DONNE PER LA PACE



http://www.codepink4peace.org/

CODEPINK Women for Peace

Noi donne di "CODEPINK" (CODICE ROSA) abbiamo operato instancabilmente in prima linea a Washington DC credendo che gli eletti in Novembre debbano tradurre in legge il volere del popolo:
portare le truppe a casa e terminare l'occupazione dell'Iraq.

Prova a guardare questo sorprendente video di sei minuti, intitolato "CodePink invia un messaggio a Capitol Hill" e prodotto dal Washington Post per la sua prima pagina web.

Video CODEPINK del Washington Post

Guarda anche tutti gli articoli che ci ha riservato la stampa:
http://www.codepink4peace.org/article.php?id=1813
Se vuoi dare uno sguardo alle nostre attività a Washington DC, visita il nostro Blog:
http://codepinkdc.blogspot.com/
Noi speriamo che questi articoli ti convinceranno ad unirti a noi a Washington D.C., dopo la pausa congressuale:
http://www.codepinkalert.org/modinput4.php?modin=74
Abbiamo bisogno della tua voce e della tua presenza per mantenere il nostro messaggio di pace al centro dell'attenzione.
Noi vogliamo che i nostri soldati tornino a casa entro l'estate.

Anche se non potrai essere a Washington D.C., puoi continuare a fare pressione sui tuoi rappresentanti-eletti durante la pausa congressuale che ci sarà tra il 2 ed il 9 Aprile. Vai a trovare rappresentanti e senatori nei loro uffici (puoi trovare gli indirizzi qui: http://www.house.gov/ ) e fagli sapere che ti aspetti che facciano tutto ciò che è in loro potere per mettere fine alla guerra in Iraq.

Per idee su attività creative, prova a guardare il sito "Occupation Project website": http://www.codepinkalert.org/section.php?id=192.

Abbiamo lo slancio e la forza e speriamo che ti unirai a noi!

Con pace, amore ed entusiasmo,
Dana, Farida, Gael, Gayle, Jodie, Liz, Medea, Melissa, Nancy, Patricia, Rae, Samantha, and Sonia.

--------------------- TESTO ORIGINALE ---------------------------

CODEPINK women have been tirelessly working on the front lines in DC. We have been holding those elected in November responsible to enact the people's will: Bring the Troops Home and end the occupation of Iraq.

Check out this amazing six-minute video--CODEPINK Sends a Message to Capitol Hill--produced by the Washington Post for their home page today!

CODEPINK video on Washington Post

Be sure to take a look at all the other great press attention we have been receiving: http://www.codepink4peace.org/article.php?id=1813. And for an inside look at our Washington, DC actions and activities, visit our own blogs: http://codepinkdc.blogspot.com/.

We hope these pieces will inspire you to join us in DC after the Congressional Recess:

http://www.codepinkalert.org/modinput4.php?modin=74. We need your voices and your presence to help keep our message of peace in the spotlight. We want to bring the Troops Home by the Holidays.

Even if you can't make it to D.C., you can keep the pressure on your elected representatives during the April 2-9 Congressional Recess. Go visit your Representative and Senators in their home offices (you can find the addresses here ( http://www.house.gov/) to let them know you expect them to do everything in their power to end the war in Iraq. For ideas on creative actions, check out the Occupation Project website: http://www.codepinkalert.org/section.php?id=192.

We have the momentum, we have the power and we hope you will join us!

With peace, love and excitement, Dana, Farida, Gael, Gayle, Jodie, Liz, Medea, Melissa, Nancy, Patricia, Rae, Samantha, and Sonia


--------------------- FINE TESTO ORIGINALE ----------------------



Appello delle Donne per la Pace

(Lanciato da Codepink in occasione dell'8 marzo 2006 - www.womensaynotowar.org)
Le donne dicono NO alla guerra!

Noi, donne staunitensi, irachene e del mondo intero, non possiamo piú sopportare questa insulsa Guerra in Irak e i crudeli attacchi ai civili che si compiono intorno al mondo. Abbiamo già sepolto troppi cari. Abbiamo già visto troppe esistenze dilaniate da ferite fisiche e psicologiche. Abbiamo assistito con orrore all'utilizzo smisurato delle nostre preziose risorse per scopi militari, mentre quelle destinate ai bisogni delle nostre famiglie, come la protezione, l'educazione, il cibo e la salute, restano inadeguate. Non possiamo più sopportare di vivere in costante paura e violenza, osservando il crescere di questo cancro di odio e intolleranza che si infiltra nelle nostre case.

Questo non é il mondo che vogliamo, né per noi, né per i nostri figli. Con il fuoco nei nostri ventri e amore nei nostri cuori, noi donne cresciamo e ci uniamo oltre i confini per chiedere la fine di questo massacro e distruzione.

Abbiamo osservato come l'occupazione straniera dell'Irak abbia infiammato un movimento armato di contrasto, dando inizio ad una spirale di violenze. Siamo convinte sia giunto il momento di passare da un modello militare ad uno di risoluzione del conflitto, che rispetti i seguenti principi:


- Il ritiro immediato delle truppe e dei combattenti stranieri dall'Irak,

- negoziazioni per reintegrare gli iracheni privati dei loro diritti civili, nel pieno rispetto della società irachena,

- una completa partecipazione delle donne durante il processo di pace

- e un accordo sul pieno rispetto delle pari opportunità nel dopo guerra iracheno,

- un accordo di rinuncia di insediamento di basi militari straniere in Irak,

- pieno controllo e gestione irachena in materia di petrolio ed altre risorse,

- abrogazione delle leggi di privatizzazione e liberalizzazione imposte sotto occupazione, permettendo al legittimo governo iracheno di impiantare la propria strategia economica,

- una ricostruzione massiccia che accordi la priorità agli appaltatori iracheni, e basata sulle risorse finanziarie dei paesi responsabili dell'invasione ed occupazione dell'Irak,

- la composizione di una forza internazionale temporanea di peacekeeping, concretamente multilaterale e con l'esclusione delle truppe provenienti dai paesi che hanno partecipato all'occupazione.


Per incrementare questo processo di pace stiamo creando un massiccio movimento di donne attraverso le generazioni, le razze, le etnie, le religioni, le frontiere e le ideologie politiche. Insieme faremo pressione sui nostri governi, sulle Nazioni Unite, sulla Lega Araba, sui Vincitori del Premio Nobel per la Pace, sui capi religiosi e di altre comunità internazionali, per spingerli a favorire una soluzione politica del conflitto.

In questa epoca di fondamentalismi divergenti, richiamiamo i leader mondiali ad unirsi a noi nella diffusione dei valori fondamentali di amore per la famiglia umana e per il nostro prezioso pianeta.




Mai più un voto di guerra

NON VOTATE LA GUERRA

COMITATO 17 MARZO



NON VOTATE LA GUERRA
VIA LE TRUPPE ORA

Per il ritiro immediato delle truppe dall'Afghanistan e dagli altri fronti di guerra.
Libertà per il popolo afgano, libertà per Adjmal e Hanefi.
Chiusura della basi Usa e Nato.
No alle spese militari.

I senatori/trici, eletti/e con i voti del popolo no-war, non si coprano di vergogna tradendo il mandato elettorale, e votino contro il decreto che finanzia le missioni di guerra.

27 MARZO  ore 16   A ROMA  SIT-IN  DAVANTI AL SENATO (P.Navona).

Comitato  17  marzo.
nowar17marzo@libero.it



La Pace e la Guerra: favoletta  per adulti

di Doriana Goracci



Tanto tanto tempo fà, la Guerra sembrava essersi ammalata, sembrava  una incurabile dama, in là con gli anni, molti amanti e molti mariti,  signori,   servi,ancelle,  schiavi,  figli adottati e naturali, avevano  investito montagne di soldi per renderla sana e seducente, avevano  incaricato  le migliori menti per cercare di darle una vita infinita e un aspetto attraente.La signora insaziabile non si piaceva più, aveva un aspetto mortifero e puzzava di cadavere.
Qualcosa alla fine del xx secolo  poi accadde.

La grande e ricca famiglia , ormai mondiale, si riunì al  capezzale  e   pensò al da farsi...
Arrivò l'idea geniale e fu un  gran giubilo in  casa e con un patto di sangue si giurò in segreto di non rivelare mai l'inganno.
La vestirono di bianco, lei la Guerra, d'arcobaleni, la profumarono d'incenso e fecero costantemente volare colombe bianche che distraevano, con il loro battito d'ali,  gli sguardi più attenti alle rughe.
I suoi signori, i signori della guerra, finalmente poterono di nuovo indossare caschi e tute, imbracciare le armi e ripartire per le loro missioni. Lei regina e dominatrice, continuò ad usare il suo potere dal letto.
Pareva ringiovanita, le guance avevano ripreso colore, anzi tanti colori, si divertì a lanciare appelli e canzoni, rimaneva ferma e autorevole, le dissero di apparire così, le giovava assai. Non violenta e presente. Il mondo cominciò a pensare che la Guerra non c'era più, la pace stava arrivando, c'erano tanti portatori di pace, c'erano tante missioni di pace. La pace sarebbe stata infinita, come una volta la guerra. E allora tutti presero a darsi la mano e a fare girotondi e ad invocare quella signora invisibile e vincente. Era bellissimo gridare: pace pace pace ! In cielo ed in terra.

Arriviamo ai nostri giorni, care bambine e bambini  ormai cresciuti, prima della guerra durante la guerra dopo la guerra, in guerra.
La Guerra  è diventata invisibile come la pace, è di nuovo palesemente malata come la pace: vissute da troppo  insieme, si sono cibate una dell'altra.
Al capezzale della signora Guerra, oggi ci sono i suoi martiri e i suoi eroi, i suoi fedeli parenti e ammiratori. La sorveglia e la cura la pace, quella finta, perchè se morisse , la Pace quella vera  tornerebbe visibile e sulla Terra tutti dovrebbero imparare a camminare da soli, senza aiuti umanitari e democratici.
Quindi , come non credete alla Befana non credete neanche alla pace, quella santarella rifatta e costruita, che vi dice cosa fare e non fare.

Siete voi che dovete imparare a praticarla la Pace, che non è fantasia, ma è lotta, piccola e grande, solitaria e collettiva e sopratutto non è una favola, così come voi non siete invisibili anche se il mondo non vi vede.
E per finire, sappiate che  il 17 marzo 2007, quando eravate a Roma a Piazza Navona contro la guerra e c'ero anch'io a fare il grande simbolo della Pace...
vi diranno che nessuno lo sapeva, nessuno vi  ha visto, nessuno vi ha sentito.

...il mondo della guerra tiene le bocche cucite, il patto di sangue è stato rinnovato.
Sta a noi  non scordarlo  mai.

Doriana Goracci



La resistenza continua

E noi cosa dovremmo fare?

di Doriana Goracci



Non sembrano esserci dubbi a sinistra e a destra. Se i Talebani vivranno, la Nato morirà. Da un soggetto in carne e ossa si passa ad un oggetto di intese e patti. Se si cede al ricatto terrorista, non ci si libererà più dallo stesso.
Ricordo altri momenti drammatici negli anni 70, ricordano meglio di me i parenti di Moro e della sua scorta. Ma oggi il problema non è solo nazionale, è internazionale.
Ci si prepara ad una riforma elettorale, in vista di nuove elezioni, ci preparano a farci indossare nuovi scudi da indossare per crociate futuribili, di fatto già da lungo tempo presenti.
Ritornando al binomio Islam-Occidente, chi si avventura ad uscire dal teatro della guerra, è destinato a soccombere in nome di Allah, io donna probabilmente ad invitare nipoti e figlie ad indossare il burqa.
Il 17 marzo un drappello di sbandati e irriducibili, chiederà in varie parti d'Europa il ritiro delle truppe, sembra un discorso vecchio, di fatto è nuovissimo rispetto alla vetusta e implacabile Guerra.
La pace, i trattati che girano intorno a questo tema sono ballate arcaiche.
Il popolo ha fatto resistenze, mai così diffuse come oggi, mai così trasversali.
Abbiamo chiesto a chi ci avesse governato la fine della vergogna delle missioni, la fine di una politica internazionale basata sulle bugie e sullo scontro di civiltà, abbiamo chiesto parità di diritti tra le persone, applicazione della costituzione in uno stato laico.
Ci ritroviamo con un manipolo di ministri superpagato che studiano di fatto larghe intese-enormi disattese-false attese.
Da mesi ci ritroviamo protagonisti di appelli, proteste, manifestazioni: grande confusione in un popolo che si era trovato con-fuso volontariamente nel rifiuto della violenza governativa del proprio e altrui paese.
Uscire dalla guerra, investire le risorse sulla vita tornano ad essere proposte improponibili, come improponibili tornano ad essere le azioni pacifiste radicali.
Se prima, poco prima ci hanno invitato ad attendere, la destra il crollo della sinistra, la sinistra l'attuazione del loro programma, oggi l'interlocuzione con l'elettorato è ridotta a coalizioni adattabili alle stagioni.
In primavera si dà una mano a chi aveva annunciato operazioni estreme, tragiche pulizie prepasquali.
Si annuncia una torrida estate per via del cambiamento climatico voluto dagli dei.
E *noi* cosa dovremmo fare? Metterci tute ignifughe, cucirci le bocche, barricarci in casa, armarci di condizionatori e digestivi?
Verrà distribuita acqua per rinfrescarci le idee e l'anima, assetate di pace e onestà?
Nel mio paese si vota in primavera e l'acqua, ricchissima di arsenico e altri veleni, è sconsigliata per uso alimentare. La messa in sicurezza della discarica deve ancora avvenire, malgrado i fondi siano pronti. Le porte si chiudono sempre di più per paura del diverso, ci mettono a noi in sicurezza, neanche si dialoga, ci si accorpa per paura come tante testuggini romane su cui vengono scaraventati liquami bollenti .

Allora cambio la domanda: cosa *voi* ci dite di non fare ?

Doriana Goracci
Capranica 11.3.2007



DISSENSO? CENSURA!

di Doriana Goracci



Può accadere, questo accade in Italia, che una mattina ti svegli e cominci a leggere su internet le notizie, vai su siti "amici"...e scopri che i tuoi articoli a partire sopratutto da quel funesto 22.2.2007 in cui avevo dato solidarietà a Franco Turigliatto ( triburibelli.org ), sono scomparsi con tutti i commenti che seguivano l'articolo stesso. Rimane in piedi l'innocuo ringraziamento da me inoltrato della città di Vicenza dopo la manifestazione.
Rimane viceversa il pezzo che riporta le dichiarazioni di Gennaro Migliore, dirigente di Rifondazione che avevo commentato ma il mio testo è stato moderato, non si può leggere.
Tutto il resto è stato cancellato, totalmente.
Questo sito-Collettivo si fregia dell'onore di chiamarsi Bella Ciao Italia www.bellaciao.org, non so quali spaventose pressioni abbia subito il conduttore Roberto Ferrario a Parigi. Vorrei immaginare questo, perchè dal Prc mi aspetto ormai di tutto.

Questa censura non mi è nuova, risale a molti mesi fa, dopo le elezioni, un azione simile oggi enormemente più sfacciata, violenta e pericolosa. Non ricopro nessun incarico in nessun luogo partito movimento associazione, non ho mai avuto compenso alcuno per il mio impegno, perché sono dunque da censurare e perché sono pericolosa?

Non temo per me temo per i miei figli, poco più che ventenni, per tutte le persone che hanno sperato in una società più equa e non belligerante, che tentano ancora, appoggiando questo governo, dandogli fiducia e solidarietà. La malattia della censura è come un virus,un relegamento da mobbing che arriva anche in piccole realtà nel mondo di internet e senza neanche un testo, annuncia che sei morta in stile massonico, forse non sei mai esistita quindi moderata-eliminata-spazzata .

Chiedo a chi mi legge di riflettere bene su quanto sta avvenendo in Italia, quale patto sciagurato stanno firmando le forze della maggioranza ed in quale letamaio stanno buttando le ragioni che ci hanno visto così in tanti, reclamare pace e disarmo, nelle piazze e nelle strade di tutta l'Italia, dal sud al nord.

La violenza dilaga a partire da chi lanciò il dibattito su di essa e si disse non violento.

La parola alleanza, tornata alla ribalta dopo l'11 settembre, aveva fatto capire che eravamo tutti coinvolti nella guerra infinita,il patto dell'unione doveva compiersi. La parola *amico* è stata rispolverata con le ultime elezioni e oggi più che mai si esorcizza e si paventa il ritorno del *nemico*.

Il *compagno* con cui avevamo affinità di idee e reciproca stima è diventato l'amico con cui stringere alleanze fino ad un anno fa improponibili.

Chi non accetta questa disciplina e dichiara il suo radicale rifiuto della guerra e della violenza, si trova di fatto come me ad essere una confinata e dal momento che non conosco la *misura*, da oggi 25.2.2007 sono una sovversiva da censurare, spazzatura-spam-trash.

Non c'é bisogno di svegliarsi con i carri armati per capire cosa sta accadendo, si può continuare a sorseggiare il caffé e sentire la radio, in una qualsiasi domenica, magari oggi senza macchine al nord e ritenersi liberi in un paese democratico, sperare che domani è un altro giorno con un po' di fantasia.

Nella realtà c'é un nemico strisciante sempre presente anche nei giorni festivi: il potere che neanche si cura di essersi chiamato "un altro mondo è possibile".

Doriana Goracci 25.2.2007

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Esprimiamo tutta la nostra solidarietà all'amica Doriana.
Pur non conoscendola di persona la conosciamo attraverso i suoi scritti, che ci hanno sempre conquistato, o meglio, ci hanno sempre trovato d'accordo, in sintonia. Questa censura che la colpisce, pertanto, non colpisce solo lei ma anche noi e tutte quelle persone che si serano ritrovate nei suoi pensieri.
Sono brutti segnali quelli censori, sintomo di un potere capillare che percepisce nel dissenso dal "pensiero unico" un rischio altissimo.
La conoscenza è sempre stata vista dal potere come un nemico da combattere perché è con essa che la moltitudine può vedere che "il re è nudo".
Da parte nostra possiamo dire con certezza che gli scritti di Doriana non verranno mai censurati.

La redazione di "Nuovideali".



I-TIGI prima
I-TIGI dopo

Forse non sarà domani



I muri si fanno sempre più alti, per i muri si spende sempre di più.
Muri come barriere all'altro, muri che dividano i buoni dai cattivi, lo sporco dal pulito.
La fiducia nelle aule del governo se la danno fra loro, la barattano, dilatano tempi e modi per  creare varchi a destra e sinistra, gareggiano nello sbeffeggiamento dei diritti e doveri.
Si chiede fiducia ai cittadini nelle istituzioni; beffe gigantesche per chi ha ancora voglia di ninnarsi al suono di triviali conclusioni, come quella di Ustica.
Ma sono passati 27 anni e il muro dell'omertà politica internazionale si è fatto montagna e i parenti delle vittime, i conoscenti delle vittime, noi che leggemmo, noi che leggiamo, ci troviamo tutti di fronte ad un colosso voluto dal Fato: non è dato sapere.
E' una giustizia per certi versi zen. Il bene e il male, cause ed effetti sembrano non avere posto in questo nostro paese. Le dichiarazioni e i commenti si fanno sempre più cauti:" io allora non c'ero, tu allora eri bambino, noi faremo..."
Leggeremo stancamente  le motivazioni di fatti che i nostri figli non sanno nemmeno di cosa si parla, e  cercheremo una buona giustificazione per dare ancora  fiducia a coloro che mattone su mattone, lavorando alacremente pure di notte, erigono tra le nostre azioni e il nostro sentire un muro di gomma che non ci fa più neanche  avvertire dolore quando ci sbattiamo contro.
Allora  dovremmo irrompere in piazza un po' tutti i giorni, bruciare le bandiere davanti al parlamento, le bandiere rossoverdibianche, quelle che "certi" si proponevano di far finire nella latrina, quelle che oggi si chiede siano messe nel cassetto ? Altro che reazioni drammatiche ai roghi dei vessilli israeloamericani...Non riusciamo più a scavalcare nemmeno lo steccato che segna il confine con il nostro vicino di autobus casa lavoro, che muore proprio come noi, giorno dopo giorno. Come tanti autistici ci beviamo le conclusioni perchè dobbiamo campare.
Vedrai, vedrai domani cambierà cantava Luigi Tenco 40 anni fa, illudiamoci ancora e lasciamo il piccone in cantina, a noi è vero, popolo della pace di poeti ed artisti, a noi i muri fanno comodo per sentire meno male, forse non sarà domani ma un bel giorno cambierà...


Doriana Goracci
11 gennaio 2007



Linux

Linux.



Nuova sezione del sito dedicata a linux, il sistema operativo "Open Source" e gratuito.


La priorità nel mondo. Per tutti.


Fame in Kenya

L'ultima delega

"Dal vocabolario Garzanti, edizione 1984: atto col quale si designa chi agisca per noi in generale o in un singolo rapporto"

Io delego l'Unione a liberare me e il condominio Italia in cui vivo, dall'attuale amministratore Berlusconi, impossibilitata a farlo direttamente, andrò a votare la stessa coalizione il 9 aprile.
Mi auguro che venga destituito lo stesso signore e i suoi fidi soci, dall'incarico che ha, rovinosamente e alacremente, portato avanti per cinque anni.
Molti condomini, come gli stranieri residenti non possono dare deleghe, molti condomini si trovano fuori per ragioni di lavoro o necessità, molti condomini pensano che sia un'ordinaria assemblea di condominio, molti condomini non hanno fiducia in nessun amministratore, molti condomini sono stanchi di dare deleghe, molti condomini non vogliono delegare nessuno.
E' una delega straordinaria per un'assemblea straordinaria, fuori appunto dall' ordinaria disastrosa conduzione alla quale ho assistito in questi anni.
Il palazzo é pericolante, potrebbe crollare da un momento all'altro, con i condomini proprietari e in affitto, alcuni hanno occupato gli appartamenti per mancanza di tutto.
Non ci sono altre deleghe, altre speranze o attese per ridare dignità alla mia, nostra vita di abitanti in questo Paese.

Questa é l'ultima delega.

La memoria mi dice: non é che l'inizio.

Voglio *vivere* in Italia.

La lotta continua.

Doriana Goracci

http://www.bellaciao.org/it/article.php3?id_article=13142

Dati Istat: fotografia del fallimento del governo.

La pubblicazione dei dati dell'ISTAT sono una condanna senza appello per l'inettitudine di questo governo. Impegnato a spron battuto per risolvere i problemi con la giustizia di Silvio e i suoi amici (e gli amici degli amici) si sono dimenticati del paese e dei suoi problemi.
E così ci ritroviamo con un'economia in crisi, con decine e decine di migliaia di posti di lavoro in meno ed una finanza pubblica degna di una repubblica delle banane.
I dati sono impietosi: da quando c'é il governo Berlusconi l'economia cresce in media dello 0,3 % all'anno (ovvero ristagna), quando la media con il governo di sinistra era di oltre il 2 %. Le famiglie fanno fatica e le imprese hanno ridotto quasi a zero gli investimenti.
I posti di lavoro si sono ridotti di 100.000 unità nel 2005, mentre la pubblica amministrazione supera abbondantemente l'indebitamento previsto all'inizio (2,7% del PIL) arrivando a sfiorare il 4,3 %, che è il nuovo elevatissimo limite fissato dal governo.
Il 9 e 10 Aprile ci sarà modo di cambiare questi incapaci.

http://www.emergency.it/

Uranio impoverito. La commissione vergogna.

Il 28 febbraio scorso è stata approvata la relazione finale della commissione parlamentare del senato che ha indagato sulla "Sindrome dei balcani", legata all'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito.
La relazione ha negato qualsiasi legame tra l'uranio impoverito e le malattie mortali che hanno contratto alcuni nostri militari che hanno operato nei balcani ma anche in somalia e nel golfo.
A favore della relazione hanno votato gli 8 commissari della maggioranza mentre i 5 dell'opposizione si sono astenuti.
Giova ricordare che analoghe circostanze hanno portato gli Stati Uniti ad adottare misure protettive eccezionali nei teatri di Guerra dove si fa uso di tali armamenti, circostanze che sono iniziate ad accadere subito dopo la prima guerra del golfo.
La decisione della commissione è, a mio avviso, inaccettabile soprattutto perché in questo modo non vengono riconosciuti gli indennizzi per i familiari delle vittime della Sindrome.

La fiamma olimpica.

I fatti e le questioni sollevate attorno al passaggio della fiamma olimpica nelle piazze e nelle vie delle città italiane testimoniano, qualora ce ne fosse ancora il bisogno, che noi italiani siamo un popolo prigioniero di molti tabù.
Visto il silenzio di tutti su questi episodi importantissimi, credo sia giusto fare un poco di chiarezza, quando oramai poche ore ci separano dalla cerimonia di apertura dei giochi.
Le azioni di disturbo dei noglobal, di cui mi onoro di far parte, non sono fini a se stesse, come ci vorrebbero far credere, ma tentano di attirare l'attenzione su altri fatti, legati agli sponsor della manifestazione olimpica.
Quindi un primo dato di fatto: non c'é nessun problema tra i noglobal e le olimpiadi ma, invece, tra i noglobal e gli sponsor delle olimpiadi.
In particolare il problema principale è rappresentato dalla Cocacola, una multinazionale che si è macchiata e continua a macchiarsi di sangue. Ad accusarla di questo non sono leggende metropolitane ma denunce di esponenti del sindacato colombiano “Sinaltrainal”, che stanno subendo ingiustizie, pestaggi ed uccisioni da parte degli squadroni della morte colombiani. Oltre a questi fatti in Colombia, gravissimi,la cocacola è accusata in tutto il mondo per la sua avversione al lavoro sindacalizzato e di usare metodi non “ortodossi” per fare pressione sui suoi dipendenti. Per fortuna non tutti in italia sono rimasti sordi al grido di aiuto che veniva da queste popolazioni ed hanno aderito alla campagna di boicottaggio dei prodotti del marchio di Atlanta. Comuni di tutta italia hanno rifiutato di ospitare distributori automatici della cocacola, colpendo l'impresa dove è più sensibile, sui soldi.
Tuttavia bisogna denunciare la complicità di tutta l'informazione italiana su questo tema, sicuramente legato alla pubblicità che la cocacola fa su giornali e tv e che rischierebbe di essere ritirata se qualcuno si azzardasse a parlare dei fatti.
Torniamo a quei tabù di cui parlavamo all'inizio. Tabù che sono difficili da superare se non attraverso internet, ma che sono una scorza invulnerabile per gli opinionisti, i politici e tutti quelli che contribuiscono a formare le idee di noi italiani.
Questi personaggi sono dotati di un raffinato sistema di riflessi pavloviani che va letteralmente in cortocircuito quando devono gestire notizie in cui compaiono le parole noglobal, multinazionali, pubblicità. Come dei “candidati manchuriani” essi sanno che in questi casi occorre tacere o, al massimo, sfoderare un sorrisetto di derisione/compassione.

Il 51% dei voti.

Berlusconi va ripetendo ormai da tempo che vorrebbe per se il 51% dei voti, “così potrei governare” dice. Non è un errore o, come si suol dire spesso, “una caduta di stile”, data la reiterazione del concetto avvenuta in differenti occasioni. No. E' proprio un tema che appartiene al Silvio “decido io”, al Berlusconi imprenditore che soffre tremendamente dover discutere qualsiasi cosa persino con i suoi alleati.

E' una sua debolezza. Il 51% dei voti, la maggioranza assoluta, anche se democraticamente ottenuta grazie all'orientamento dei cittadini italiani, porterebbe ad un governo autoritario, autoreferenziale, decisionista senza che i suoi alleati e, meno ancora, l'opposizione possano discuterne democraticamente l'operato, portarlo a compromessi, a decisioni meno drastiche e di parte. Potremo parlare a tutti gli effetti di “regime dittatoriale”, di cui abbiamo avuto un pesante assaggio in questo quinquennio di centrodestra al governo.

Dire che il 51% dei voti è un sogno terribile appartenente più al “ventennio” che alla nostra era è sicuramente giusto anche se ancora poco. Aggiungerei che nessuna persona con un minimo di cultura democratica oserebbe pensare ad una cosa del genere, meno che mai dichiararla così spudoratamente.

Affare Unipol-BNL. Fassino e la crisi DS.

Maledetto Fassino! Maledetta sinistra! Quando tutto sembra andare per il meglio non perdi occasione per farti male da sola, sembri non imparare mai, nei fatti. Se lo fai, lo fai solo a parole, come D'Alema che dice di aver imparato la “lezione della bicamerale”. Invece sembra che tutto punti in altra direzione.Della scarsa limpidezza sull'affare Unipol/BNL e degli strani legani tra Consorte ed i “furbetti del quartierino” si sapeva tutto, o quasi, già da questa estate. Ma i vertici DS, primo fra tutti Fassino, invece di preoccuparsi di avere maggiore trasparenza si sono buttati anima e corpo contro le intercettazioni telefoniche, forse prevedendo quello che sarebbe potuto emergere. Se risaliamo alla scorsa legislatura, l'allora ministro Fassino si era spinto ancora più in là, proponendo la depenalizzazione dei reati finanziari, dimostrando, come minimo, una lungimiranza fuori dal comune se invece non gettasse ombre di sospetto già da allora sui legami poco morali tra DS e mondo degli affari.Ma quello che a mio avviso è la vera cartina di tornasole della oramai irrecuperabile malattia che affligge la politica italiana sono i confronti che vengono da questo mondo, il reciproco accusarsi di essere meno “sporchi” dell'altro, di “essersi appena bagnati i piedi nel fango, mentre gli altri ci sguazzano tranquillamente”. No signori. Questo è uno spettacolo penoso, indegno per il parlamento, persino per un parlamento degradato come il nostro. D'Alema addirittura dice che “al massimo Consorte verrà accusato di essere un evasore fiscale” quando le indagini della magistratura saranno concluse, e con queste parole sembra voler dire che, in fondo, l'evasione fiscale non dovrebbe nemmeno più essere considerata un reato, tanto è diffusa.Non è normale. No. Se la lezione morale deve arrivare dalla base di un partito allora vuol dire che quel partito ha perso la direzione maestra ed è finito nella bolgia infernale del potere, dimenticando le sue radici, anzi, rinnegandole in nome di un progressismo a questo punto incomprensibile, se non col metro della disillusione, del fascino della “cadrega”. Alla fine l'insegnamento che ci viene dato da queste molto poco edificanti vicende è proprio il fatto che “tutti sono uguali”, tutto si amalgama in una pastetta dal sapore indigesto per la maggioranza degli elettori (ex elettori?) del centro-sinistra. La tentazione di non votare è fortissima e molti seguiranno questa tentazione. Nonostante la pessima ed oramai logora tecnica che ancora una volta D'Alema ha utilizzato, agitare lo spettro della possibile sconfitta alle prossime elezioni.

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Tempi difficili.

Non scopriamo certo adesso di vivere in un periodo storico molto difficile. Guerre, popolazioni affamate, crisi economica, crisi dei sistemi (comunismo e capitalismo), terrorismo, globalizzazione, crisi della politica e crisi dell'informazione. Sembra proprio che queste sciagure abbiano deciso di convergere temporalmente nella nostra epoca, sommando i rispettivi effetti negativi. L'unica superpotenza rimasta sullo scenario mondiale, almeno sinchè l'Europa non saprà darsi una propria identità ed indirizzo in politica estera, fa quello che più gli aggrada, usando l'ONU, l'FMI e la Banca Mondiale come se fossero dei suoi sottomessi e non, come dovrebbero essere, degli organismi internazionali, sovranazionali e perciò indipendenti. Abbiamo visto che per giustificare le proprie azioni i "signori della guerra" non esitano a ricorrere a delle bugie, come quella sulle armi di distruzione di massa in possesso dell'Iraq e mai trovate. E in tutto questo sconquesso l'informazione, che dovrebbe svolgere un ruolo primario di vigilanza, si nasconde e diventa "embedded", riportando solo le "veline" che vanno bene al potere forte in quel momento. Per fortuna ad accendere una luce in quella che potrebbe essere definita la notte della civiltà e della democrazia c'é il mare libero di Internet, dove le informazioni di un certo interesse circolano ancora, sperando che qualcuno non decida di chiudere anche questo canale, in nome della guerra al terrorismo.
Internet é un canale da sfruttare, se abbiamo davvero a cuore la libertà di pensiero e la democrazia. Questo sito, estremamente modesto, vuole essere un piccolo contributo in tal senso.